Fringe benefit nel 2026: cosa sono e come utilizzarli in azienda
Scritto da Laura Petrucci
Marzo 10, 2026
Quando si parla di welfare aziendale e di fringe benefit nel 2026, il primo esempio che viene in mente è spesso l’auto aziendale concessa al dipendente. In realtà questa è solo una delle molte forme possibili di compenso non monetario che le imprese possono riconoscere ai lavoratori.
I fringe benefit rappresentano infatti uno strumento sempre più diffuso nelle politiche di gestione delle risorse umane. Consentono alle aziende di offrire beni e servizi ai dipendenti con vantaggi fiscali e contributivi, contribuendo allo stesso tempo ad aumentare il benessere e il potere d’acquisto dei lavoratori.
Nel contesto attuale, caratterizzato da una crescente attenzione al welfare e all’equilibrio tra vita privata e lavoro, i fringe benefit sono diventati una leva strategica sia per migliorare la soddisfazione dei dipendenti sia per rafforzare l’attrattività dell’azienda sul mercato del lavoro.
Cosa si intende per fringe benefit e alcuni esempi
I fringe benefit sono beni o servizi concessi dal datore di lavoro ai dipendenti come forma di compenso non monetario. Per questo motivo vengono spesso definiti anche “compensi in natura” o benefit accessori, poiché non sono erogati sotto forma di stipendio ma sotto forma di utilità concrete.
Dal punto di vista fiscale, i fringe benefit rientrano tra gli elementi che compongono il reddito da lavoro dipendente. Tuttavia, la normativa prevede specifiche soglie di esenzione entro le quali tali benefici non sono soggetti a tassazione né a contribuzione previdenziale.
In pratica, il dipendente riceve un vantaggio economico senza che questo venga necessariamente trattato come reddito imponibile, purché non vengano superati i limiti stabiliti dalla legge.
Tra i fringe benefit più diffusi nelle aziende troviamo:
- auto aziendale concessa in uso promiscuo
- buoni acquisto o voucher per lo shopping
- smartphone o computer aziendali utilizzabili anche per uso personale
- polizze assicurative o sanitarie integrative
- alloggi o immobili concessi al dipendente
- prestiti a condizioni agevolate
- rimborso di alcune spese personali (come utenze domestiche)
Questi strumenti possono essere previsti da accordi aziendali oppure concessi volontariamente dal datore di lavoro anche a singoli dipendenti.
Fringe benefit: soglie 2026 e come assegnarli
Per comprendere come funzionano i fringe benefit nel 2026 è fondamentale conoscere le soglie di esenzione fiscale previste dalla normativa.
Per il triennio 2025–2027 la disciplina prevede che i fringe benefit non concorrano alla formazione del reddito entro i seguenti limiti annuali:
- 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti
- 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico
Questo significa che, entro tali importi complessivi annui, i beni e i servizi concessi dall’azienda non sono soggetti né a IRPEF né a contributi previdenziali.
Tra le spese che possono rientrare nel limite di esenzione rientrano anche:
- pagamento o rimborso delle utenze domestiche (energia elettrica, gas e acqua)
- spese di affitto della prima casa
- interessi sul mutuo dell’abitazione principale
Affinché il datore di lavoro possa applicare la soglia più alta di 2.000 euro, il dipendente deve dichiarare di avere figli fiscalmente a carico, generalmente tramite autocertificazione.
È importante ricordare inoltre una regola fondamentale: se il valore complessivo dei fringe benefit supera la soglia prevista, l’intero importo diventa imponibile e non soltanto la parte eccedente.
Un ulteriore elemento da considerare è il cosiddetto principio di cassa allargato: i fringe benefit relativi a un determinato anno possono essere erogati entro i primi 12 giorni di gennaio dell’anno successivo mantenendo comunque la competenza fiscale dell’anno precedente.
I vantaggi dei fringe benefit per dipendenti e aziende
L’utilizzo dei fringe benefit nel 2026 rappresenta un vantaggio sia per i lavoratori sia per le imprese.
Per i dipendenti, il principale beneficio è rappresentato dal fatto che tali strumenti consentono di ottenere beni e servizi senza subire una tassazione diretta, entro i limiti previsti dalla normativa. Questo si traduce in un aumento concreto del potere d’acquisto e in una maggiore attenzione ai bisogni personali e familiari.
Per le aziende, invece, i fringe benefit rappresentano uno strumento efficace di gestione delle risorse umane. Possono essere utilizzati per:
- migliorare il clima aziendale
- incentivare e fidelizzare i dipendenti
- rendere l’offerta di lavoro più competitiva
- ottimizzare il costo del lavoro grazie ai vantaggi fiscali
Dal punto di vista contabile, infatti, i costi sostenuti per l’erogazione dei fringe benefit sono generalmente deducibili dal reddito d’impresa, rendendo questo strumento interessante anche sotto il profilo economico.
Fringe benefit negli anni passati
La disciplina dei fringe benefit ha subito numerose modifiche negli ultimi anni, soprattutto a partire dal periodo successivo alla pandemia e alla crisi energetica.
Tradizionalmente la soglia di esenzione era fissata a 258,23 euro annui, valore previsto dalla normativa fiscale per molti anni.
Nel 2022, per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, il legislatore ha introdotto diverse misure straordinarie che hanno portato temporaneamente la soglia prima a 600 euro e successivamente fino a 3.000 euro per i lavoratori con figli a carico.
Nel 2023 il limite ordinario è tornato a 258,23 euro per la maggior parte dei lavoratori, mentre la soglia più elevata è rimasta applicabile solo ai dipendenti con figli.
Una maggiore stabilità normativa è arrivata dal 2024, quando è stata introdotta la soglia di 1.000 euro per tutti i dipendenti e 2.000 euro per chi ha figli a carico, confermata anche per il periodo 2025–2027.
Differenza tra fringe benefit e flexible benefit
Spesso i fringe benefit vengono confusi con i flexible benefit, ma si tratta di strumenti differenti all’interno delle politiche di welfare aziendale.
Fringe benefit
Flexible benefit
Rientrano tra i flexible benefit, ad esempio:
- assistenza sanitaria integrativa
- previdenza complementare
- servizi per l’infanzia e l’istruzione
- assistenza ai familiari non autosufficienti
- abbonamenti al trasporto pubblico
Molti di questi servizi godono di un trattamento fiscale più favorevole, poiché non concorrono alla formazione del reddito del dipendente senza limiti di importo, purché rispettino le condizioni previste dalla normativa.
FAQ
FAQ sui fringe benefit
Quali sono le soglie esentasse dei fringe benefit nel 2026?
Quali sono alcuni esempi di fringe benefit?
Cosa succede se si supera la soglia esentasse?
I buoni pasto sono fringe benefit?
Scopri tutte le funzionalità
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