Organigramma aziendale: che cos’è, perché è fondamentale e quali sono tutte le tipologie

Scritto da Laura Petrucci

Dicembre 1, 2025

L’organigramma aziendale è molto più di un semplice schema grafico: rappresenta la “mappa strutturale” dell’impresa. Attraverso l’organigramma è possibile visualizzare in modo immediato le catene di comando, le relazioni funzionali e i livelli di responsabilità, permettendo ai collaboratori e al management di comprendere come l’azienda si muove, decide e produce valore. Avere un organigramma chiaro, completo e aggiornato è uno strumento essenziale di governance.

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Che cos’è un organigramma aziendale

L’organigramma è una rappresentazione strutturata dell’azienda, in cui ogni ruolo, unità operativa o dipartimento viene collocato all’interno di un sistema di relazioni gerarchiche o funzionali.
Non è soltanto un documento grafico: è un modello organizzativo che riflette il modo in cui l’azienda ha scelto di funzionare.

Un organigramma ben costruito mostra: 

  • la posizione di ogni funzione rispetto alle altre;
  • il livello di autonomia decisionale;
  • i flussi di comunicazione;
  • i collegamenti operativi tra i vari reparti.

Questo consente di eliminare ambiguità e sovrapposizioni, migliorando sia la produttività interna che la trasparenza verso stakeholder, partner e nuovi assunti.

A cosa serve realmente un organigramma aziendale

Pur essendo spesso percepito come un documento statico, l’organigramma ha un impatto diretto sulle prestazioni aziendali.

1) Chiarisce ruoli e responsabilità

Nel quotidiano, molte inefficienze nascono da dubbi su “chi fa cosa”. L’organigramma esplicita queste relazioni e consente a ogni collaboratore di capire esattamente a chi risponde, chi coordina le sue attività e quali funzioni operano in sinergia.

2) Migliora la comunicazione interna e i flussi informativi 

In aziende prive di una struttura chiara, le informazioni si disperdono o viaggiano su canali informali. Un organigramma strutturato favorisce un flusso ordinato e coerente, riducendo errori, ritardi e incomprensioni.

3) Rende visibile la struttura decisionale

La definizione dei livelli di autorità permette di evitare conflitti di competenze e accorcia i tempi di decision-making. Ciò è particolarmente rilevante nelle organizzazioni che gestiscono più reparti, sedi o progetti paralleli.

4) Supporta la pianificazione strategica

Un organigramma aggiornato consente alla direzione di individuare aree scoperte, reparti sovraccaricati, figure mancanti o ruoli ridondanti. È quindi uno strumento essenziale per pianificare assunzioni, ristrutturazioni interne o nuovi progetti.

5) Facilita l’onboarding dei nuovi dipendenti

Per chi entra in azienda, avere una visione immediata della struttura è fondamentale. Aiuta a orientarsi, capire i referenti e integrarsi più rapidamente nei processi interni.

Tutte le tipologie di organigramma aziendale

Ogni impresa richiede un modello organizzativo diverso. Di seguito una panoramica completa e ragionata delle principali tipologie.

1. Organigramma gerarchico

È il modello più tradizionale, utilizzato da aziende strutturate o da realtà in cui la catena di comando è chiara e lineare. La struttura discende dall’alto verso il basso: al vertice troviamo la Direzione Generale, seguita dai responsabili e dai vari livelli operativi.

Perché funziona: garantisce ordine, facilita il controllo e mantiene chiara l’autorità.

Quando mostra limiti: nelle realtà che richiedono rapidità, autonomia e processi collaborativi, perché tende a rallentare il flusso delle decisioni.

2. Organigramma funzionale

Qui l’azienda è suddivisa per funzioni: marketing, amministrazione, produzione, commerciale, HR, IT, logistica, ecc. Ogni funzione è guidata da un responsabile con competenze verticali specifiche.

Questo modello favorisce specializzazione e competenza tecnica, rendendo i processi più efficienti e lineari. Tuttavia, può generare isolamento tra reparti e rallentare i progetti che richiedono forte collaborazione interfunzionale.

3. Organigramma divisionale

L’azienda viene divisa in “blocchi autonomi” basati su prodotto, mercato o area geografica. Ogni divisione ha la propria funzione marketing, vendite, produzione e amministrazione.

Un esempio concreto:

  • Divisione Prodotti Consumer
  • Divisione Prodotti Professionali
  • Divisione Europa / Asia / America

Questo modello offre grande reattività ai mercati locali, ma aumenta i costi e richiede una forte supervisione per evitare duplicazioni o incoerenze.

4. Organigramma a matrice

È uno dei modelli più complessi ma anche più efficaci per aziende dinamiche. Ogni collaboratore dipende contemporaneamente da due responsabili: il manager funzionale e il responsabile di progetto o divisione.

È un modello usato da multinazionali, software house, società di consulenza e aziende di ingegneria.
La flessibilità è altissima, ma richiede una cultura organizzativa matura per gestire correttamente ruoli e responsabilità condivise.

5. Organigramma orizzontale

Riduce al minimo i livelli gerarchici e punta molto sull’autonomia delle persone. Si trova spesso nelle startup o nelle aziende che adottano metodologie agili, dove velocità e collaborazione prevalgono sulla struttura rigida.

Il vantaggio principale è la rapidità decisionale; lo svantaggio è il rischio di confusione se i ruoli non sono ben definiti o se l’azienda cresce troppo rapidamente.

6. Organigramma a rete

Rappresenta aziende costruite su partnership, outsourcing e team distribuiti. È il modello tipico delle organizzazioni digitali, remote-first e di alcuni ecosistemi innovativi.

Il valore aggiunto sta nella capacità di integrare rapidamente fornitori, consulenti e collaboratori esterni, rendendo l’azienda molto flessibile.
Richiede però strumenti evoluti di coordinamento e comunicazione.

7. Organigramma a cerchi

Questo modello, utilizzato da organizzazioni che adottano sistemi olistici come l’Holacracy, mostra i team come cerchi concentrici o collegati da relazioni fluide.

L’obiettivo non è evidenziare la gerarchia, ma le relazioni, gli scopi e i flussi di responsabilità. È un approccio innovativo, ideale per aziende che puntano su autonomia e auto-organizzazione.

8. Organigramma per processi

In questo schema si evidenziano i principali processi aziendali: vendita, acquisti, logistica, customer service, produzione, amministrazione, ecc.

È adottato da aziende fortemente orientate alla qualità e al miglioramento continuo. Permette di capire come si muove il valore, più che dove lavorano le persone.

9. Organigramma per progetti

Perfetto per agenzie, studi tecnici, software house e aziende che lavorano su commessa. I team vengono formati intorno a un progetto e restano attivi finché la commessa è operativa. Il focus è sulla gestione temporanea delle risorse, non sulla struttura fissa.

10. Organigramma visual

Grazie agli strumenti digitali l’organigramma non è più un documento statico.
Oggi molte aziende utilizzano:

  • mappe visive dinamiche;
  • dashboard interattive integrate nei software HR;
  • sistemi che si aggiornano automaticamente in base ai cambiamenti aziendali.

Questo migliora la fruibilità e rende l’organigramma un vero strumento di lavoro quotidiano.

Come progettare un organigramma aziendale efficace

Creare un organigramma significa disegnare un processo strategico che richiede analisi e pianificazione.

1) Analisi della struttura reale

Prima di definire ruoli e linee di comando, è utile mappare ciò che realmente accade nell’azienda: flussi decisionali, attività critiche, collaborazioni trasversali, figure chiave poco visibili.

 

2) Definizione del modello organizzativo

L’azienda deve scegliere se adottare un modello gerarchico, funzionale, divisionale, a matrice o una struttura mista. La scelta dipende da obiettivi, settore, dimensione e strategia di crescita.

 

3) Mappatura di ruoli e responsabilità

Ogni posizione va accompagnata da una job description chiara che definisca compiti, responsabilità, KPI e livello di autonomia.

4) Costruzione grafica

La realizzazione dell’organigramma deve essere semplice e intuitiva, evitando elementi superflui che rendono la struttura difficile da leggere. Per facilitare aggiornamenti rapidi e condivisione immediata è utile utilizzare strumenti digitali come Miro, Notion o software HR dedicati, che permettono di modificare e distribuire il documento in modo efficiente.

 

5) Validazione e aggiornamento

Un organigramma efficace è vivo: va rivisto ogni volta che cambia la struttura, nascono nuovi reparti o vengono introdotte nuove figure. L’aggiornamento periodico è parte integrante della sua efficacia.

FAQ

FAQ sull’organigramma aziendale

Chi è responsabile della creazione dell’organigramma aziendale?

Generalmente la responsabilità ricade sulla Direzione o sull’HR Manager, ma in molte aziende il lavoro è condiviso con i responsabili di area per garantire una rappresentazione accurata dei ruoli.

Ogni quanto deve essere aggiornato un organigramma aziendale?

L’organigramma dovrebbe essere aggiornato ogni volta che cambia la struttura: nuove assunzioni, variazioni di ruolo, creazione di reparti o riorganizzazioni interne. In aziende dinamiche, l’aggiornamento trimestrale è considerato una best practice.

È obbligatorio avere un organigramma aziendale?

Non esiste un obbligo generale per tutte le aziende, ma in alcuni settori o certificazioni (es. ISO 9001) l’organigramma diventa necessario per documentare la struttura organizzativa.

Qual è il miglior tipo di organigramma per una PMI?

Le PMI tendono a utilizzare organigrammi gerarchici o funzionali, perché garantiscono chiarezza e semplicità. Le strutture a matrice o divisionali sono più adatte ad aziende medie e grandi.

Come si rappresentano i ruoli senza dipendenti (es. freelance o consulenti)?

È possibile inserirli come nodi esterni collegati con linee tratteggiate, indicando che il rapporto è funzionale ma non gerarchico. Questo aiuta a visualizzare collaborazioni e responsabilità senza confusione.

Quali errori evitare nella creazione di un organigramma aziendale?

  • Inserire ruoli generici o non aggiornati
  • Disegnare strutture troppo complesse
  • Non allineare organigramma e mansionari
  • Trascurare le relazioni trasversali (processi o progetti)

Conclusione

L’organigramma aziendale è una risorsa strategica e non un mero adempimento formale. Una struttura ben definita permette di migliorare la comunicazione, la governance, la qualità dei processi e la capacità di pianificazione. La scelta del modello corretto, gerarchico, funzionale, matriciale, divisionale o ibrido, dipende dagli obiettivi dell’azienda e dall’evoluzione del suo mercato.

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