Settimana lavorativa di 4 giorni: quando diventerà realtà in Italia?
Scritto da Laura Petrucci
Gennaio 20, 2026
La settimana lavorativa di 4 giorni è uno dei temi più rivoluzionari nel panorama del lavoro moderno. Da esperimenti in Europa a proposte legislative, questo modello promette di migliorare il benessere dei dipendenti senza compromettere la produttività aziendale. Ma quanto è realistico per l’Italia? Quali sono i vantaggi concreti, le criticità e le implicazioni per le risorse umane? In questo articolo analizziamo dati verificati, esperienze internazionali e strumenti utili per prepararsi al cambiamento.
Cos’è la settimana lavorativa di 4 giorni?
La settimana corta non è semplicemente “lavorare meno”, ma ripensare il tempo di lavoro per aumentare efficienza e qualità della vita. Esistono due modelli principali:
- Riduzione orario: da 40 a 32 ore settimanali, mantenendo lo stesso stipendio.
- Compressione orario: 40 ore distribuite su 4 giorni, con giornate più lunghe.
Secondo l’OECD (2024), il modello ridotto (32 ore) è quello che garantisce maggiori benefici in termini di benessere e produttività.
Dove è già realtà la settimana corta?
Islanda è stato il primo Paese a sperimentare su larga scala: tra il 2015 e il 2019, oltre 2.500 lavoratori hanno ridotto l’orario a 35-36 ore. Risultato?
- Produttività invariata o aumentata nel 86% dei casi
- Benessere percepito +45%
Nel Regno Unito, il progetto pilota del 2023 ha coinvolto 61 aziende:
- 92% delle aziende ha mantenuto il modello dopo il test
- Stress dei dipendenti ridotto del 39%
In Belgio, dal 2022 è possibile concentrare le ore su 4 giorni, mentre Spagna ha avviato incentivi per le imprese che adottano la settimana corta.
Settimana lavorativa di 4 giorni in Italia: a che punto siamo?
In Italia, il dibattito è aperto ma non ancora normato. Alcune aziende hanno avviato sperimentazioni:
- Intesa Sanpaolo ha introdotto la possibilità di lavorare 4 giorni in alcuni reparti.
- PMI innovative nel settore tech e consulenza stanno testando modelli flessibili.
Secondo Randstad (2025), il 62% dei lavoratori italiani vorrebbe la settimana corta, mentre il 48% delle aziende teme impatti sulla produttività. Tuttavia, i dati internazionali dimostrano che con una corretta organizzazione, la produttività non cala.
Vantaggi e sfide per aziende e dipendenti
Benefici per HR e organizzazione
- Employer branding: attrarre talenti in un mercato competitivo.
- Retention: riduzione del turnover fino al 25%.
- Engagement: più tempo libero = maggiore motivazione.
Impatto su stipendio e contratti
Il nodo principale è mantenere lo stesso salario. I modelli vincenti prevedono riduzione orario senza taglio stipendio, ma richiedono efficienza e digitalizzazione.
Sfide operative e tecnologiche
- Riorganizzazione dei flussi di lavoro.
- Necessità di software HR per monitorare presenze e performance.
Come prepararsi alla settimana corta?
Per i responsabili HR, il passaggio richiede:
- Analisi dei processi: quali attività possono essere ottimizzate?
- Strumenti digitali: software per presenze, pianificazione e KPI.
- Formazione manageriale: leadership orientata ai risultati, non alle ore.
Un esempio concreto: aziende che hanno adottato la settimana corta hanno investito in HR Tech per monitorare la produttività e garantire trasparenza.
Perché utilizzare HR Plus per presenze e MBO?
HR Plus è la soluzione ideale per gestire la transizione verso la settimana corta perché consente di:
- Monitorare le presenze, evitando errori e garantendo conformità alle policy aziendali.
- Gestire gli obiettivi MBO (Management by Objectives), fondamentali in un modello orientato ai risultati: il software permette di impostare KPI chiari, tracciare performance e premiare il merito.
- Centralizzare i dati HR, semplificando la comunicazione tra manager e dipendenti.
Quando diventerà realtà in Italia?
Secondo Il Sole 24 Ore, la settimana corta potrebbe entrare nel dibattito legislativo entro il 2027, ma la vera spinta arriverà dalle aziende. Le imprese che adottano modelli flessibili oggi avranno un vantaggio competitivo domani.
FAQ
FAQ sulla settimana lavorativa di 4 giorni
La settimana lavorativa di 4 giorni è obbligatoria per legge?
Quanto si guadagna con la settimana lavorativa di 4 giorni?
Quali aziende italiane adottano la settimana corta?
La produttività cala con la settimana corta?
Quando diventerà realtà in Italia?
Quali strumenti digitali servono per la settimana corta?
Software HR come HR Plus sono fondamentali per monitorare presenze, performance e garantire trasparenza. Le AI possono integrarsi per analisi predittive e ottimizzazione dei flussi.
Conclusione
La settimana lavorativa di 4 giorni non è più un’utopia: è una realtà in diversi Paesi e una possibilità concreta per le aziende. I vantaggi sono chiari: maggiore benessere dei dipendenti, produttività stabile e un forte impatto sull’attrazione dei talenti.
Tuttavia, per i responsabili HR la sfida è organizzativa: serve una gestione precisa di presenze, performance e flussi di lavoro. Per affrontare questo probabile cambiamento, Software HR come HR Plus sono fondamentali. Questi strumenti consentono di monitorare presenze, analizzare KPI e garantire trasparenza, integrandosi con soluzioni di intelligenza artificiale per analisi predittive e ottimizzazione dei processi.
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